Anche durante il periodo estivo gli uffici finanziari degli enti locali sono stati più impegnati del solito, a seguito delle novità contenute nel Dl 144/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 182 lo scorso 7 agosto. Il legislatore, dopo anni di attesa, ha messo mano alla disciplina del dissesto degli enti locali con un intervento organico che non riscrive la fisionomia dell’istituto, ma ne aggiorna tre direttrici: le fonti di provvista della gestione liquidatoria, il rapporto tra gestione ordinaria e gestione straordinaria, il presidio dei tempi legati al percorso di risanamento finanziario. Le ricadute variano a seconda che si tratti di enti che hanno già deliberato l’ipotesi o ottenuto il decreto di approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato (Bsr) o, invece, di enti che devono ancora predisporla.
La nuova anticipazione sul fondo di rotazione
Il cuore dell’intervento è la sostituzione dei commi da 3 a 6 dell’articolo 255 del Tuel. È uscito finalmente di scena il mutuo per il risanamento a carico dello Stato: un dispositivo ormai storico, con parametri ancora espressi in lire e riservato ai dissesti dichiarati prima della riforma costituzionale del 2001 (articolo 31, comma 15, della legge 289/2002). Al suo posto è subentrata un’anticipazione annuale a valere sul fondo di rotazione dell’articolo 243-ter, la stessa che finanzia i piani di riequilibrio finanziario pluriennale.
La platea è selettiva: accedono al fondo soltanto gli enti che hanno dichiarato il dissesto e hanno aderito alla liquidazione semplificata dell’articolo 258, quella in cui l’organo straordinario di liquidazione (Osl) propone ai creditori il pagamento tra il 40 e il 60 per cento del nominale con rinuncia agli accessori. L’anticipazione si richiede con istanza annuale entro il 31 dicembre, fino a concorrenza della massa passiva censita, mentre il riparto avviene con decreto del ministero dell’Interno entro il 31 marzo dell’anno successivo, in proporzione alla massa passiva e in quota pro capite per abitante. L’ente, ottenuta la liquidità, è tenuto a riversare le somme all’Osl entro 30 giorni dall’incasso e l’Osl a quel punto dovrà pagare i debiti ammessi entro i succissivi 90 giorni. La restituzione, purtroppo, grava sul bilancio dell’ente con una durata dell’ammortamento in massimo 10 anni, a rate costanti comprensive di interessi, al tasso dei BTp quinquennali.
La liquidità diventa, in questo modo, il principale incentivo alla liquidazione semplificata, perché consente all’Osl proposte transattive con tempi di pagamento certi. Il prezzo da pagare è la restituzione decennale che grava sulla gestione ordinaria: nell’ipotesi di Bsr la rata diventa, quindi, una spesa rigida pluriennale di cui tenere conto.
Rendiconto, mutui e residui vincolati: le altre novità
Cambiano anche le regole sull’approvazione dei documenti fondamentali di bilancio. L’articolo 248, comma 1, prevede la sospensione dei termini conseguente alla dichiarazione di dissesto per il solo bilancio di previsione. Ne consegue che rendiconto e consolidato devono essere approvati nei termini ordinari, superando una prassi estensiva diffusa in ragione di una formulazione della norma che non è mai stata del tutto chiara sul punto. È comparsa, poi, una deroga di peso, con la modifica dell’articolo 249 del Tuel: l’ente in dissesto potrà contrarre mutui ai sensi degli articoli 202 e seguenti per finanziare i debiti fuori bilancio riconosciuti con le modalità dell’articolo 194. Ci sono, però, tre limiti: il riconoscimento resta di competenza consiliare; le somme sono destinate alle sole spese di investimento, per il vincolo dell’articolo 119, sesto comma, della Costituzione; il perimetro è ristretto ai soli debiti della gestione ordinaria, restando intatta la competenza dell’Osl su quelli pregressi.
Dall’articolo 255 è scomparso, al comma 9, la facoltà di evitare le alienazioni dei beni disponibili apportando risorse proprie, anche con mutuo sostitutivo. Al comma 10 i residui attivi e passivi dei fondi a gestione vincolata escono dalle gestioni escluse dalla liquidazione: la loro amministrazione compete all’Osl secondo l’articolo 2-bis del Dl 113/2016, in gestione separata e con facoltà di definizione anche transattiva. È rimasta invece ferma l’esclusione delle anticipazioni di liquidità dalla massa passiva (legge 197/2022).
Gli enti che devono ancora approvare il Bsr
Per le procedure in corso di definizione è cambiato anzitutto la scansione dei tempi. Il termine di tre mesi dal decreto di nomina dell’Osl per presentare l’ipotesi non è più qualificato come «perentorio»: decorso inutilmente, il prefetto assegna al consiglio un termine perentorio fino a 45 giorni, trascorso il quale avvia la procedura di scioglimento. Non è un ammorbidimento, ma una scansione bifasica già applicata per bilancio e rendiconto, pur con termini differenti. Sul punto il legislatore ha, infatti, fatto propria la preoccupazione espressa dal Tar Campania (ordinanza n. 711/2025). Va, però, tenuto conto che per le fattispecie anteriori all’8 agosto resta ferma l’applicazione della sentenza della Corte costituzionale n. 91/2025.
La vera novità gestionale, contenuta nel nuovo comma 1-ter.1, ha riguardato il rendiconto. L’iter di approvazione del Bsr prevede tre passaggi. Primo, approvazione del rendiconto dell’ultimo esercizio chiuso prima della dichiarazione di dissesto, i cui termini non sono sospesi. Secondo, rideterminazione del risultato di amministrazione (comma 1-quater) al netto della massa attiva e passiva trasferita all’Osl e comprensivo del fondo anticipazioni di liquidità, previo parere dei revisori. Terzo, approvazione contestuale dell’ipotesi, con l’eventuale disavanzo ripianabile in 10 anni a quote costanti. Alla filiera si aggiungono la ricognizione dei residui dei fondi vincolati e il raccordo formale con l’Osl: il loro trasferimento incide sulla perimetrazione della massa attiva/passiva attratte alla liquidazione e, di riflesso, sulla rideterminazione dello stesso risultato di amministrazione.
Due le criticità. I perimetri temporali dei commi 1-ter.1 e 1-quater non sempre coincidono: quando il dissesto è dichiarato nel secondo semestre e l’ipotesi slitta all’esercizio successivo (comma 1-bis), il rendiconto da approvare contestualmente è quello dell’anno anteriore alla dichiarazione, mentre la rideterminazione riguarda l’esercizio precedente l’ipotesi. Un disallineamento di cui tenere conto nella predisposizione dei documenti, che dovrà essere chiarito in sede di conversione del decreto o nella prassi Cosfel. Inoltre l’articolo 262 non è stato toccato: la lettura preferibile è che la diffida prefettizia ne costituisca ora il presupposto procedimentale, ma il raccordo sembra restare implicito.
Per chi sceglie la liquidazione semplificata, l’ipotesi dovrà incorporare da subito la rata decennale dell’anticipazione tra le spese rigide e rappresentarla nel Modello F. Previsioni di riscossione e fondo crediti di dubbia esigibilità andranno inoltre calibrati sull’articolo 25 dello stesso decreto: sotto la soglia del 35 per cento di smaltimento dei residui attivi scatta l’affidamento obbligatorio della riscossione coattiva ad Amco, scenario tutt’altro che teorico per gli enti dissestati.
Gli enti con il Bsr già approvato
Per chi è nel quinquennio di risanamento, la novella ha inciso meno sul percorso e più sulla gestione della liquidazione. Il primo fronte è l’accesso all’anticipazione: manca una disciplina transitoria, ma l’inciso che impone di tenere conto «di eventuali precedenti anticipazioni accordate allo stesso titolo» fa ritenere che possano accedervi anche le liquidazioni in corso che abbiano aderito all’articolo 258, punto che il decreto annuale di riparto dovrà confermare. In tal caso la rata decennale si innesta su equilibri già cristallizzati nel Bsr approvato: serviranno variazioni di bilancio e un monitoraggio puntuale nel referto semestrale dell’organo di revisione.
Il secondo fronte – comune a tutte le liquidazioni aperte – è il passaggio all’Osl dei residui dei fondi vincolati, con verbale di consegna e gestione separata. Il terzo riguarda l’indebitamento: il divieto dell’articolo 249 cessa con il decreto ministeriale di approvazione dell’ipotesi, sicché la deroga sui mutui per i debiti fuori bilancio rileva poco, perché questi enti hanno già riacquistato la capacità di indebitamento ordinaria, fermi i vincoli del risanamento; resta invece pienamente operativa per chi ha deliberato l’ipotesi ed è ancora in istruttoria Cosfel. Pesa semmai la soppressione del riscatto dei beni destinati all’alienazione, che irrigidisce la dismissione patrimoniale. E vale anche qui il presidio sull’articolo 25: un affidamento obbligatorio ad Amco sopravvenuto nel quinquennio inciderebbe su previsioni di riscossione già cristallizzate, da monitorare nel referto semestrale.
Le criticità di sistema
Sono rimasti nodi che la conversione dovrebbe sciogliere. Il più visibile è il «periodo orfano» dell’articolo 255, comma 9: non è cambiata l’elevazione al 40 per cento del limite di indebitamento dell’articolo 204, ormai priva del proprio referente (il soppresso mutuo sostitutivo delle alienazioni). C’è poi la capienza del fondo di rotazione, chiamato a servire due platee – enti in riequilibrio ed enti dissestati – con riparto espressamente «nei limiti della disponibilità»: senza un rifinanziamento adeguato, l’incentivo all’articolo 258 rischia di restare sulla carta.
Nel complesso è un intervento atteso: liquidità in cambio di disciplina, tempi certi in cambio di una filiera documentale più esigente. L’effettività si misurerà su due banchi di prova: la dotazione del fondo di rotazione e il decreto attuativo di riparto.
(*) Docente e componente del consiglio Anutel Ets
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17/12/2026: IL PROCESSO TRIBUTARIO: L’ONERE DELLA PROVA E GLI ADEMPIMENTI DELLA PARTE RESISTENTE (15,30-17,30)
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15/9/2026: PERCORSO SULLA PROGRAMMAZIONE: DAL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO AL RENDICONTO (PARTE I) (10,00-12,00)
21/9/2026: L’ECONOMO COMUNALE: RESPONSABILITÀ E GESTIONE PER OBIETTIVI. LABORATORIO APPLICATIVO E SIMULAZIONI DI CASI PRATICI (15,30-17,30)
21/09/2026: E RECENTI INDICAZIONI DELL’ARAN SUL CCNL 2022-2024 E IMPATTO SULLA COSTITUZIONE DEL FONDO (9,30-11,30)
24/9/2026: IL RAGIONIERE NELL’ENTE LOCALE: ISTRUZIONI PER L’USO (15,30-17,30)
28/9/2026: DAL GAP AL BILANCIO CONSOLIDATO, LA PARIFICAZIONE CREDITI / DEBITI, IL PROCESSO DI REVISIONE E RAZIONALIZZAZIONE ALLA LUCE DEL D.LGS. N. 201/2022 (15,30-17,30)
29/9/2026: PERCORSO SULLA PROGRAMMAZIONE: DAL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO AL RENDICONTO (PARTE II) (10,00-12,00)
2/10/2026: GUIDA PRATICA AL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (10,00-12,00)
5/10/2026: L’ECONOMO COMUNALE: RESPONSABILITÀ E GESTIONE PER OBIETTIVI. LABORATORIO APPLICATIVO E SIMULAZIONI DI CASI PRATICI (15,30-17,30)
7/10/2026: DL 107 DEL 26 GIUGNO 2026 - MAPPATURA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI PER L’IMPLEMENTAZIONE DELL’ACCRUAL (PARTE I) (10,00-12,00)
8/10/2026: PERCORSO GUIDATO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE (15,30-17,30)
8/10/2026: LA CASSA VINCOLATA: CRUCCIO DEI RESPONSABILI FINANZIARI (10,00-12,00)
13/10/2026: PERCORSO SULLA PROGRAMMAZIONE: DAL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO AL RENDICONTO (PARTE III) (10,00-12,00)
14/10/2026: DL 107 DEL 26 GIUGNO 2026 - MAPPATURA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI PER L’IMPLEMENTAZIONE DELL’ACCRUAL (PARTE II) (10,00-12,00)
9/11/2026: L’ECONOMO COMUNALE: RESPONSABILITÀ E GESTIONE PER OBIETTIVI. LABORATORIO APPLICATIVO E SIMULAZIONI DI CASI PRATICI (15,30-17,30)
10/11/2026: IL REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ: UNA BUSSOLA FRA ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA (10,00-12,00)
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21/9/2026: IPOTESI DEL CCNL 2025-2027 E INDICAZIONI DELL’ARAN SUL CCNL 2022-2024 (15,30-17,30)
22/9/2026: LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI- PRIMA GIORNATA (10,00-12,00)
22/9/2026: CONOSCERE ED UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DALLA TRANSIZIONE DIGITALE AL PROMPT ENGINEERING. - (PARTE I) (15,30-17,30)
24/9/2026: LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI- PRIMA GIORNATA (10,00-12,00)
25/9/2026: IL CCNL 2025/2027: ASPETTI CONTABILI E AMMINISTRATIVI (10,00-12,00)
29/9/2026: LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI- PRIMA GIORNATA (10,00-12,00)
12/10/2026: LE ULTIME INDICAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE I) (15,30-17,30)
19/10/2026: LE ULTIME INDICAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE II) (15,30-17,30)
19/10/2026: LEGGE 119/2026: LA RIFORMA SU MERITO E ACCESSO ALLA DIRIGENZA (9,30-11,30)
20/10/2026: CONOSCERE ED UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DALLA TRANSIZIONE DIGITALE AL PROMPT ENGINEERING. - (PARTE II) (15,30-17,30)
23/10/2026: IL CCNL 2025/2027: ASPETTI CONTABILI E AMMINISTRATIVI (10,00-12,00)
26/10/2026: LE ULTIME INDICAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE III) (15,30-17,30)
27/10/2026: INCENTIVI ALLE FUNZIONI TECNICHE (10,00-12,00)
10/11/2026: CONOSCERE ED UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DALLA TRANSIZIONE DIGITALE AL PROMPT ENGINEERING. - (PARTE III) (15,30-17,30)
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