Il referendum di marzo ha chiuso una stagione in cui la “soluzione” ai problemi della giustizia (ordinaria) sembrava affidata alla separazione delle carriere. Per la Corte dei conti, la riforma porta avanti un’idea opposta. Si prevedono limiti minimi e massimi di permanenza nelle funzioni e un principio di rotazione tra controllo, funzioni consultive e giurisdizione.
Questo comporterà un maggior peso nelle carriere dei profili più giurisdizionali, propri dei magistrati di sangue blu, ovvero a chi ...

