L’Atto di segnalazione n. 3 del 7 luglio 2026, approvato dal Consiglio dell’autorità nazionale anticorruzione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera g), della legge n. 190/2012, offre l’occasione per una riflessione di carattere sistematico sull’evoluzione della disciplina della trasparenza amministrativa dopo le modifiche introdotte dall’articolo 8 del decreto legge 19/2026, convertito dalla legge 50/2026.
L’atto va letto ben oltre la sua funzione di mera segnalazione al parlamento.
Esso costituisce, infatti, una presa di posizione istituzionale sul delicato equilibrio tra due esigenze entrambe costituzionalmente rilevanti: da un lato la semplificazione dell’azione amministrativa, oggi fortemente incentivata dal Pnrr e dal processo di trasformazione digitale della pubblica amministrazione; dall’altro la garanzia dell’effettività della trasparenza quale strumento di prevenzione della corruzione, di accountability e di controllo diffuso sull’esercizio della funzione pubblica.
La questione assume particolare interesse per gli enti locali, chiamati negli ultimi anni ad affrontare un progressivo incremento degli adempimenti digitali, nella prospettiva di un’amministrazione sempre più interoperabile.
La disciplina della trasparenza, infatti, non può essere letta esclusivamente come insieme di obblighi documentali.
Dalla legge 190/2012 al Dlgs 33/2013, fino alle modifiche introdotte dal Dlgs 97/2016 (Foia italiano), il legislatore ha progressivamente qualificato la trasparenza quale principio generale dell’attività amministrativa e quale livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione.
La Corte costituzionale ha più volte evidenziato come la trasparenza costituisca un presidio del principio di buon andamento di cui all’articolo 97 Costituzione, favorendo non soltanto la prevenzione della corruzione, ma anche la partecipazione dei cittadini e la qualità dell’azione amministrativa.
In questo quadro gli obblighi di pubblicazione non rappresentano un mero adempimento formale.
Essi costituiscono il presupposto attraverso il quale il cittadino può esercitare un controllo diffuso sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
È proprio questa funzione sostanziale della trasparenza che costituisce il parametro attraverso cui l’Anac valuta la novella introdotta dal decreto Pnrr.
L’articolo 8 del decreto-legge n. 19/2026 segna un cambio di paradigma.
Per numerosi obblighi previsti dagli articoli 4-bis, 15, 16, 17, 18, 19, 21, 22, 28, 29 e 30 del Dlgs n. 33/2013 viene superato il tradizionale modello della duplicazione documentale.
Le amministrazioni che alimentano specifiche banche dati nazionali possono ritenersi adempienti limitandosi a pubblicare nella sezione “Amministrazione trasparente” un collegamento ipertestuale alle banche dati medesime.
Il principio è quello, ormai consolidato nel diritto europeo, del once only: la pubblica amministrazione non deve produrre e pubblicare più volte lo stesso dato.
La logica della riforma è pienamente condivisibile.
Ridurre gli oneri amministrativi significa liberare risorse organizzative, migliorare la qualità del dato pubblico ed evitare duplicazioni informative che, nel tempo, hanno prodotto disallineamenti e incoerenze tra le diverse piattaforme istituzionali.
Tuttavia, come osserva l’Anac, il successo di questo modello presuppone un requisito imprescindibile: la piena maturità delle banche dati pubbliche.
Ed è proprio su questo punto che emergono le principali criticità poiché l’infrastruttura digitale non è ancora allineata alla riforma.
La prima osservazione formulata dall’Autorità riguarda la condizione dell’Allegato B al decreto legislativo n. 33/2013.
Il legislatore ha costruito il nuovo sistema facendo riferimento a banche dati che, in parte, non corrispondono più all’attuale assetto organizzativo della pubblica amministrazione.
L’Anac richiama esempi emblematici.
Il portale “Soldi Pubblici“, individuato quale strumento per assolvere gli obblighi di pubblicazione concernenti i pagamenti della Pa, risulta, anche allo stato di scrittura del presente contributo, non consultabile.
La banca dati “Siquel“, ancora richiamata nell’Allegato B, è stata sostituita da anni dal sistema ”Partecipazioni“ gestito dal Ministero dell’Economia.
Manca inoltre ogni riferimento al Portale nazionale del reclutamento “InPA“, ormai divenuto il canale ordinario per le procedure concorsuali.
Tanto premesso, l’autorità ha evidenziato che queste mancanze non sono meri disallineamenti terminologici.
L’intera efficacia della nuova disciplina dipende infatti dalla concreta funzionalità delle banche dati cui il legislatore rinvia.
Se tali piattaforme risultano non operative, non aggiornate o non individuate correttamente, viene meno il presupposto stesso della semplificazione.
La riflessione dell’Anac assume un rilievo ancora maggiore quando affronta il tema della completezza delle informazioni.
L’interoperabilità, infatti, non garantisce automaticamente trasparenza.
Le banche dati nazionali sono state progettate per finalità amministrative differenti rispetto agli obblighi informativi previsti dal decreto Trasparenza.
La Bdap, ad esempio, contiene i bilanci preventivi e consuntivi, ma non raccoglie, ad ora, tutte le informazioni che l’articolo 29 del Dlgs n. 33/2013 ha imposto di rendere pubbliche.
Analogamente, la banca dati Sico per quanto riguarda gli adempimenti previsti per il personale degli enti locali dal Tuel, non contiene tutti i dati previsti dall’articolo 16, risultando assenti alcune informazioni relative al personale e richieste dal Dlgs n. 33/2013.
La conseguenza è evidente.
Se la pubblicazione si riduce al semplice collegamento alla banca dati, il cittadino potrebbe non avere più accesso all’intero patrimonio informativo che il legislatore del 2013 aveva inteso garantire.
Si passa così da una trasparenza sostanziale ad una trasparenza prevalentemente formale.
Ed è proprio questo il rischio che l’Anac invita il legislatore a scongiurare.
L’aspetto probabilmente più innovativo dell’Atto riguarda le conseguenze che la riforma produce sull’attività di vigilanza dell’Autorità.
Le delibere Anac n. 1310/2016, n. 1134/2017, n. 264/2023 e n. 330/2025 hanno progressivamente costruito un sistema di verifica estremamente analitico dei contenuti pubblicati nella sezione “Amministrazione trasparente”.
Con il nuovo modello tale attività cambia radicalmente.
L’Autorità ha osservato come il proprio controllo rischi di limitarsi alla verifica della presenza del collegamento ipertestuale e del suo corretto funzionamento, senza poter più sindacare la completezza delle informazioni contenute nelle banche dati, né intervenire nei confronti dei soggetti che le gestiscono.
Si tratta di un passaggio che va oltre il piano organizzativo.
La funzione di vigilanza costituisce uno degli strumenti attraverso cui il legislatore garantisce l’effettività della trasparenza.
Ridurne l’ambito operativo significa incidere indirettamente sull’intero sistema di prevenzione della corruzione delineato dalla legge n. 190/2012.
L’Anac però, nell’atto di segnalazione, non si è limita alla critica.
L’Autorità ha individuato nella Piattaforma unica della trasparenza (Put) la possibile evoluzione del sistema.
L’idea appare particolarmente interessante.
La Put diverrebbe un’infrastruttura nazionale capace di acquisire automaticamente i dati provenienti dalle diverse banche dati pubbliche, integrarli con le informazioni non ancora interoperabili e offrire un unico punto di accesso per cittadini, imprese e organi di controllo.
Le amministrazioni dovrebbero limitarsi a pubblicare nella sezione “Amministrazione trasparente” un unico collegamento alla piattaforma.
La soluzione prospettata consentirebbe di coniugare realmente i principi di semplificazione, interoperabilità, uniformità e trasparenza, evitando le attuali frammentazioni informative.
Tanto detto, l’Atto di segnalazione n. 3 del 2026 rappresenta un documento di particolare rilievo non tanto perché mette in discussione la scelta del legislatore di ridurre gli adempimenti amministrativi, quanto perché richiama l’attenzione su un principio fondamentale dell’amministrazione digitale: la digitalizzazione costituisce uno strumento e non un fine.
L’interoperabilità delle banche dati è certamente il modello verso cui si sta evolvendo la Pubblica Amministrazione italiana, anche in attuazione degli obiettivi del Pnrr e del principio europeo del once only. Tuttavia, affinché tale modello possa sostituire integralmente la pubblicazione diretta prevista dal Dlgs n. 33/2013, è necessario che le infrastrutture informative siano complete, affidabili, costantemente aggiornate e sottoposte a un sistema di vigilanza effettivo.
Per gli enti locali il messaggio dell’Anac è chiaro: la semplificazione degli adempimenti è un obiettivo da perseguire, ma non può comportare una regressione degli standard di trasparenza costruiti negli ultimi quindici anni. La vera sfida non è scegliere tra pubblicazione e interoperabilità, bensì realizzare un ecosistema digitale nel quale la semplificazione amministrativa rafforzi, anziché attenuare, il diritto dei cittadini a conoscere, comprendere e valutare l’azione pubblica
(*) Membro comitato regionale Anutel Ets Abruzzo
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2/10/2026: GUIDA PRATICA AL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO (10,00-12,00)
7/10/2026: DL 107 DEL 26 GIUGNO 2026 - MAPPATURA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI PER L’IMPLEMENTAZIONE DELL’ACCRUAL (PARTE I) (10,00-12,00)
8/10/2026: PERCORSO GUIDATO PER LA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE (15,30-17,30)
8/10/2026: LA CASSA VINCOLATA: CRUCCIO DEI RESPONSABILI FINANZIARI (10,00-12,00)
13/10/2026: PERCORSO SULLA PROGRAMMAZIONE: DAL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO AL RENDICONTO (PARTE III) (10,00-12,00)
14/10/2026: DL 107 DEL 26 GIUGNO 2026 - MAPPATURA DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI PER L’IMPLEMENTAZIONE DELL’ACCRUAL (PARTE II) (10,00-12,00)
10/11/2026: IL REGOLAMENTO DI CONTABILITÀ: UNA BUSSOLA FRA ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA (10,00-12,00)
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22/9/2026: LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI- PRIMA GIORNATA (10,00-12,00)
22/9/2026: CONOSCERE ED UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DALLA TRANSIZIONE DIGITALE AL PROMPT ENGINEERING. - (PARTE I) (15,30-17,30)
24/9/2026: LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI- PRIMA GIORNATA (10,00-12,00)
25/9/2026: IL CCNL 2025/2027: ASPETTI CONTABILI E AMMINISTRATIVI (10,00-12,00)
29/9/2026: LA REDAZIONE DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI- PRIMA GIORNATA (10,00-12,00)
12/10/2026: LE ULTIME INDICAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE I) (15,30-17,30)
19/10/2026: LE ULTIME INDICAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE II) (15,30-17,30)
19/10/2026: LEGGE 119/2026: LA RIFORMA SU MERITO E ACCESSO ALLA DIRIGENZA (9,30-11,30)
20/10/2026: CONOSCERE ED UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DALLA TRANSIZIONE DIGITALE AL PROMPT ENGINEERING. - (PARTE II) (15,30-17,30)
26/10/2026: LE ULTIME INDICAZIONI DELLA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI GESTIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI (PARTE III) (15,30-17,30)
27/10/2026: INCENTIVI ALLE FUNZIONI TECNICHE (10,00-12,00)
10/11/2026: CONOSCERE ED UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: DALLA TRANSIZIONE DIGITALE AL PROMPT ENGINEERING. - (PARTE III) (15,30-17,30)
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