Nell’Italia del gelo demografico gli asili nido sono stati uno degli obiettivi simbolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’eccesso di ambizione iniziale che aveva portato a ipotizzare 265mila nuovi posti ha costretto a rimodulare il traguardo in una intensa trattativa con Bruxelles, ma nella sua versione rivista a 150mila posti il target è stato ufficialmente raggiunto.
Lo ha certificato ieri il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, parlando di risultato «fondamentale» perché «ci consente di posizionarci al di sopra degli obiettivi di Barcellona e oltre il 37% di media nella copertura del servizio».
Il bollino ministeriale fa fare un significativo passo avanti alla richiesta italiana della decima e ultima rata che sarà presentata entro la fine del mese per ottenere i 28,4 miliardi finali del Pnrr. E fa anche esultare gli amministratori locali, la cui «grande e leale collaborazione» è stata sottolineata dallo stesso ministro.
«Abbiamo portato a compimento una sfida difficile che rappresenta uno snodo strategico per il Paese - ha evidenziato il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi - in particolare per la prima infanzia, che risponde alle esigenze delle famiglie, contribuisce a incentivare l’occupazione femminile e, soprattutto, garantisce maggiore equità nell’accesso ai servizi educativi su tutto il territorio nazionale».
La tappa è importante, ma non conclude lo sforzo amministrativo degli enti locali che ora, come ribadisce il sindaco di Napoli, chiedono di «assicurare che le nuove strutture siano pienamente utilizzate, che i servizi possano essere attivati e che Città e Comuni dispongano delle risorse necessarie per garantirne nel tempo la gestione e la manutenzione».
Con la conclusione del Pnrr al 31 agosto, infatti, comincia una nuova fase, cioè quella della operatività strutturale dei servizi possibili grazie agli investimenti straordinari del Recovery. Una questione che nel capitolo dedicato all’istruzione non riguarda solo la fascia da 0 a 6 anni, ma abbraccia l’intero ciclo scolastico.
Il censimento ministeriale sostiene, infatti, che sono stati raggiunti i target su scuole nuove, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico, mense e palestre scolastiche. Una galassia di 11.724 interventi per oltre 12 miliardi complessivi, che hanno investito quasi un terzo dell’intero patrimonio edilizio scolastico e che si aggiungono agli altri bersagli centrati nel filone scuola e formazione, grazie ai quali è stato schiacciato fino al 7,3% il tasso di dispersione scolastica quest’anno (superando il target Ue pari al 9% nel 2030) ed è stato portato a 41mila il numero di iscritti al sistema Its. Il triplo dell’obiettivo Pnrr.

